Dopo lo scandalo Sanità, altro terremoto in Piemonte: ecco la ‘ndrangheta

Dire che per il Popolo della Libertà piemontese sia un periodo nero in questo momento sembra riduttivo. Perse in malissimo le elezioni comunali, visto un proprio assessore regionale raggiunto da un avviso di garanzia per uno scandalo sanitario che ogni giorno si allarga un pochino di più, la dirigenza politica del PdL da oggi deve fare i conti con un nuovo terremoto giudiziario.

Nelle primissime ore del mattino viene resa nota un’operazione della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino, che porta all’arresto di almeno 142 persone su tutto il territorio nazionale. La guerra dichiarata è quella alla criminalità organizzata, nello specifico alla ‘ndrangheta.

In un primo momento si parla di beni sequestrati per almeno 70 milioni di euro e viene tracciata la mappa delle città coinvolte. Con il passare delle ore però vengono pubblicati e diffusi i primi dettagli: alle 8 di questa mattina viene arrestato in Francia Nevio Coral, l’ex sindaco di Leini, suocero dell’Assessore Caterina Ferrero (toccata dallo scandalo Sanità) ed esponente del PdL. Con il passare delle ore però la faccenda si fa sempre più grossa.

Le fonti dicono che nell’inchiesta ci sarebbero anche alcune foto dell’Assessore regionale al Lavoro Claudia Porchietto all’interno del bar di presunti malavitosi. Stesso luogo nel quale viene individuato anche Fabrizio Bertot, sindaco di Rivarolo sempre in quota PdL. Ovviamente non è il luogo il problema, ma la compagnia: Giuseppe Catalano dicono referente delle ‘ndrine per la provincia di Torino e Franco D’Onofrio dicono il padrino della mala torinese. Il periodo in cui i due vengono visti nel bar che sarebbe la sede delle riunioni della ‘ndrangheta torinese è il 2009 quando la prima corre come presidente della Provincia di Torino e il secondo lotta per un posto in Europarlamento.

Ovviamente essendo ultragarantisti siamo consapevoli che una foto in un bar non basta per essere colpevoli di fatti gravi come l’appartenenza alla malavita. Nessuno dei citati, tranne Coral, per il momento è indagato. Si attendono gli sviluppi.

Politicamente siamo davanti ad un terremoto vero e proprio. Oggi più di ieri si deve mettere in discussione anche la tenuta della Giunta Cota. Se l’evolversi delle indagini dovesse portare conferme non si potrebbe chiudere un occhio sugli sviluppi.

Gioele Urso – gioele.urso@piemonteinformato.it

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